Archivio mensile:aprile 2017

RIFLESSIONE POLITICA O…STRUMENTALIZZAZIONE…

…lo chiamano rito di civiltà, questo giorno della liberazione, ed allora, in qualità di amministratore della Città di Corsico, mi presento davanti al Comune, ed in segno di “civiltà”, la mia presenza vuole essere di PACIFICAZIONE, come era avvenuto qualche giorno prima in Consiglio Comunale con l’approvazione all’unanimità della mozione di Fratelli d’Italia sulle “Foibe”. Invece la mia presenza viene subito contestata dall’ANPI che richiede il mio allontanamento, ma il Sindaco e tutti gli Assessori tirano dritto…non mi cacciano. Ma col proseguo della mattinata, mi rendo conto che questo giorno non è di “civiltà” ma un modo per fare un favore ai partigiani di un unico colore rosso e a persone legate ai centri sociali che non si riconoscono in alcuna istituzione tradizionale, che non sia quella delle loro stantie ideologie. La democrazia, si dice, è la forma meno imperfetta di potere. Dipende tutto da chi è chiamato ad amministrarla e difenderla. Ci vuole gente con grande equilibrio e valori importanti per portare avanti la democrazia, per accettare che chi non la pensa come loro possa parlare e contestare; ci vuole la volontà di costruire il bene comune per la Città di Corsico. In questo dovrebbe distinguersi la politica, cioè l’arte del compromesso, non quello di intrallazzare, ma nel suo senso originario: “cum mittere pro”, cioè mettere insieme idee diverse a vantaggio di tutta la comunità corsichese. Solo così è possibile celebrare questa data senza che qualcuno possa appropriarsi di un pezzo drammatico di Storia Patria facendone una bandiera partitica e faziosa che continua a seminare ed alimentare odio verso il “nemico” politico di turno, sempre ponendosi contro e mai “pro”, a favore di una proposta costruttiva. Qualcuno ha voluto sventolare bandiere di partito anziché unirsi per una volta al sentimento di unità nazionale, qualcuno ha protestato alle parole del Sindaco che ricordava che un uomo che muore, è sempre un uomo che muore; contestata la mia presenza giudicata provocatoria dal presidente locale dell’ANPI che in me deve aver visto il mostro dalle cento teste e non l’istituzione che cercava e cerca la pacificazione nazionale; qualcun altro ha intonato la canzone delle mondine indicando col dito “perfido” il Sindaco come “l’invasore” curiosamente eletto democraticamente quasi due anni fa. Gente che ripudia le nostre bandiere che hanno fatto la Nostra Storia a favore delle bandiere di partito. SI CHIAMANO ITALIANI, MA NON LO SONO…

Annunci