Archivio mensile:dicembre 2016

CORSICO: IL GIUDIZIO DEL TAR…LE PAROLE PACATE DEL SINDACO…E L’ASTIO DI CHI…

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A SINISTRA FA ANCORA CAMPAGNA ELETTORALE…ieri chi non era allineato ad un determinato “pensiero” veniva definito “accozzaglia”…oggi, superata quella data del 4 Dicembre, viene superato anche il lessico, si trova di meglio o di peggio a seconda dei punti di vista, in quel di Corsico  chi non segue il dogma radical-chic e pensa solo al futuro della Città, viene appellato col titolo di “CIALTRONE”; indirizzato non solo ai rappresentanti delle Istituzioni locali, ma rivolto a tutti quei cittadini che si rispecchiano ed approvano il lavoro svolto dalla stessa Istituzione, il Comune . Il tutto perché il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) ha respinto la domanda di sospensione cautelare di una delibera comunale nei confronti di chi è moroso nel pagamento della refezione scolastica; ricorso respinto in quanto lo stesso, non è stato promosso dalle eventuali famiglie morose, ma da altri soggetti con l’aggiunta del coordinamento genitori democratici  il che la dice lunga, e mi sembra una sentenza giusta che invita ognuno alle proprie responsabilità anche difronte ai propri figli.  Purtroppo è risaputo che dal Nord al Sud del nostro Paese, la morosità su questo tipo di retta a domanda individuale, va di moda.  Se il Comune di Corsico, è al centro delle polemiche di questo periodo, per aver usato le maniere forti, a detta del pensiero radical chic, per assicurarsi il rientro dei crediti, vi sono migliaia di altri comuni che da anni, con minimo successo e spesso inutilmente, tentano in tutti i modi di ottenere da molte famiglie il pagamento dovuto per i pasti consumati dal proprio figlio.  Purtroppo la morosità non è solo figlia della crisi economica e non appartiene soltanto alle famiglie meno abbienti. Anzi. Da molti anni sopratutto nei grandi centri urbani e nelle città è un comportamento con il quale le amministrazioni comunali e le scuole hanno dovuto convivere, ora da Brescia a Crotone, da Vigevano a Siracusa (vedere dati ANCI) è diventato insostenibile per qualsiasi amministrazione.  Si tratta di un malcostume dilagante che interessa il 10/15% delle famiglie.  Quello che pagano (o dovrebbero pagare) le famiglie è quasi sempre un contributo per la mensa da versare ai soggetti che gestiscono la stessa.  Si tratta spesso di un contributo che non copre interamente i costi e che viene quasi sempre rapportato al reddito.  Nonostante ciò, molte famiglie corsichesi, anche con fasce di reddito alte, non pagano e sono sorde alle sollecitazioni e agli inviti. Ci sono, è vero, famiglie in difficoltà, ma sono la minima parte della morosità. Le altre famiglie – e sono ancora tante – ci “marciano” furbescamente e si nascondono ben sapendo che scuole e comuni non vorranno privare i bambini del pasto e nemmeno esporli alla vergogna.  Questo per me si chiama ricatto in piena regola, nei confronti di chi paga e dell’Istituzione.  E i cittadini di Corsico, questo lo hanno compreso, anche se ieri non sapevano i congiuntivi l’italiano lo sanno ancora leggere bene…ognuno quindi si assuma le sue responsabilità; politiche, familiari e di cittadino della Città di Corsico… 

 

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DA ALFANO A MINNITI…PER LE COOP PROSEGUONO GLI AFFARI…

 

 ANZI RADDOPPIANO…e non solo i profughi; tutti a far spesa alla Coop. Così usano fare alcune cooperative; al posto del denaro contante per gli acquisti alimentari, mettono in mano a ciascun profugo, ogni mese, un plico di buoni spesa targati Coop del valore di 100 euro, con i quali riempire i frigoriferi degli alloggi in cui sono ospitati.

Si tratta di una parte dei fondi ministeriali che lo stato elargisce per mantenere i profughi di generi alimentari.

In realtà però i profughi, invece di utilizzare i coupon, preferiscono rivenderli per mettersi in tasca un po’ di contante da spendere a piacimento e di solito li vendono ai negozianti etnici ovviamente sotto costo, negozianti che poi li usano  per rifornire i propri scaffali con ampio margine di guadagno, senza subire alcun controllo da parte di chi dovrebbe.

Ed è bene non dimenticare che sono sempre soldi nostri, che, oltre ad alimentare un mercato illecito, finiscono sempre e solo nelle casse della grande distribuzione Coop, visto che nessun’altra catena alimentare è coinvolta nel business.

Intanto i nostri governanti ci impongono il ricatto morale dell’immigrazione con la benedizione Vaticana sull’accoglienza a tutti i costi, senza se, senza ma, mentre loro ci guadagnano dicendoci: “la Coop sei tu”,  invece sono soprattutto loro, cioè quelli del giro “arraffone” che in questo modo hanno trovato la strada per fare tutto in famiglia e di guadagnarci più di una volta.

Prima incassano i soldi dallo Stato per l’accoglienza di chi arriva clandestinamente, sistemandoli qua e là dove capita senza criterio. Poi incassano imagesimages-1coop-no-grazie1una seconda volta con i loro buoni spesa, un bel giro illegale ma legalizzato da chi ci governa, da Alfano a Minniti, tutto cambia per non cambiare nulla, un bell’affare davvero, in cui guadagnano in tanti.

I soli che perdono sono ovviamente gli italiani non certo i clandestini, che anche per il neo ministro Minniti sono una risorsa per la nostra Nazione.

Ma stia sereno anche lei signor ministro, il popolo italiano vi farà pagare anche questo…appena gli ridarete il diritto di VOTO…

ADESSO SERVE UN POPULISMO CON TEMI CENTRALI…

Il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini con la candidata sindaco di Roma e presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, durante l'apertura della campagna elettorale per le elezioni Capitoline, Roma, 21 aprile 2016.  ANSA/CLAUDIO PERI
 

QUALI UNIONE EUROPEA…OCCUPAZIONE…IMMIGRAZIONE…dopo la vittoria del “NO” al Referendum del 4 Dicembre scorso ma soprattutto, dopo lo schiaffo ai 20 milioni di italiani da parte dell’accozzaglia renziana/piddina, la destra italiana non deve perdere tempo ne fare sfumare l’occasione di dare ulteriore voce al popolo. Fratelli d’Italia e Lega Nord, sembrano avere le idee chiare in proposito, un po’ meno Forza Italia ed il loro capo. Certo, è bene che ci si congratuli per il trionfo al referendum e la bastonata rifilata al bullo toscano. Ma ora viene il difficile. Domenica 4, dalle urne sono stati recapitati alcuni messaggi; gli italiani si sono stancati del pinocchio di Pontassieve e delle sue bugie; l’insofferenza del Paese nei confronti dell’Unione Europea e delle politiche economiche che hanno danneggiato solo l’Italia è in crescita notevole; l’astio nei confronti di quei furbetti che hanno gestito l’immigrazione calpestando i diritti degli italiani. Al contrario degli americani, come qualcuno ha scritto, gli elettori non hanno, al referendum, votato “con la pancia”, ma con “la testa e la ragione”.  Sono arrabbiati  proprio perché ragionano. Hanno capito che quelli del “NO” non erano un’accozzaglia; ma un pensiero che univa movimenti diversi i quali dimostrando maturità si sono uniti e compattati. Ma adesso Fratelli d’Italia, Lega Nord (e chiunque voglia aggiungersi) devono avere un visione di lungo periodo che la Destra deve sviscerare fuori al più presto. Uno dei problemi è il rapporto con l’Europa, un’altro è l’occupazione nel nostro Paese,  e l’immigrazione clandestina ricreando fiducia nel futuro per gli italiani. Fratelli d’Italia e Lega Nord devono allo stesso tempo, preservare la propria unicità; devono far capire agli elettori di essere affidabili, credibili e pronti a governare il Paese con un programma lungimirante. Alla Meloni e a Salvini è richiesta una dimostrazione di umiltà e di maturità; le prime ore dopo il voto referendario e dopo la formazione del governo Gentiloni, lasciano una sensazione molto positiva nei due leader, essi appaiono decisi e motivati nonché seri, il che tra i politici italiani è l’anomalia. Quindi per farsi che il fronte del “NO” abbia un avvenire, a Destra , bisogna costruire un populismo per la gente dal volto sociale che sappia canalizzare la rabbia in una proposta politica di governo credibile…era uno dei  temi della Destra durante la mia militanza “dalla protesta alla proposta”…ecco questo è il momento, si può e si deve fare…per non consegnare l’Italia all’accozzaglia politica di “sinistra memoria…!

IL GOVERNO SI “RIFORMA”…NEANCHE PER IDEA…

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I PRETORIANI DI RENZI MARCANO A UOMO…LA SUA FOTOCOPIA… Matteo Renzi va a casa, per comandare; la Boschi resta in poltrona per eseguire gli ordini. Un governo quello di Gentiloni su ordinazione, varato ieri in tempi da record, ma il motivo c’è: un governo che è il sosia di quello precedente; il primo guidato da Renzi, il secondo teleguidato da Matteo, nulla si cambia, il rottamatore/pinocchio di Pontassieve ha preso in ostaggio l’Italia. Anche le poche novità non devono ingannare: sono tutte all’insegna della renzimania strisciante e conclamata. Vista la squadra dei ministri dunque è davvero nato un Renzi bis dove la Boschi ha formalizzato il suo ruolo di sostanziale numero due dell’esecutivo. L’impronta del Mattarella si è vista solo su un mandato programmatico un pizzico più largo di quello che avrebbe voluto Renzi. Il segno invece del nuovo capo di governo ovviamente non c’è, il suo è solo un ruolo sostanziale e lo si comprende da come verrà marcato senza possibilità di difendersi dal Giglio magico. Renzi è caduto da cavallo, ma è ancora in sella; è rimbalzato come un giocattolo a molla in una sorprendente  evoluzione da circo, organizzava il rimpasto con gli stessi ingredienti di prima accontentando anche D’Alema con Minniti al Viminale, ma il resto è cosa sua. Renzi bis senza Renzi. Altro che svolta. Negozia la presenza delle due vestali Boschi e Madia, dà il via libera al defenestramento di Verdini, ed infine alza la voce per blindare il suo uomo Luca Lotti prossimo capo dei servizi segreti. Tutto ciò mentre il Paese affonda “tenuto in ostaggio” dall’ambizione di un uomo che l’ha solo ingannato. Intanto c’è un’Europa che da noi pretende una manovra da 20 miliardi di euro; ha scoperto che i numeri non tornano e ci presenta il conto. Servirà una stangata, tuttavia questa non se la intesterà Renzi, la lascerà a Gentiloni; preparandosi a dire: “vedete, lo avevo detto, senza di me le cose vanno peggio”. Lui è così, una faccia di bronzo, la sua unica qualità. Intanto 20 milioni di Italiani sono stati presi a schiaffi “dall’accozzaglia” Renzi – PD…

 

REFERENDUM: IL “NO” TRIONFA CON UN DISTACCO STRATOSFERICO…

 

Il presidente della Repubblica Sergio Matterella con il premier Matteo Renzi a piazza Venezia, Roma 3 febbraio 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 …IL PERCHE’ DELLA STRATEGIA DELLE “MANCETTE” HA FALLITO…”Mi assumo la responsabilità “della sconfitta”. Gli italiani hanno scelto di cambiare. Dal punto di vista politico, ha perso una riforma della Costituzione poco chiara e poco convincente per gli italiani. Dal punto di vista economico ha perso un Governo che ha messo nella campagna elettorale prima di tutto, i bonus e le mancette di ogni genere prima delle vere esigenze del Paese.

Per evitare i problemi con soci e obbligazionisti il Governo ha continuato a nascondere la polvere delle banche sotto il tappeto. Dopo il decreto “salvabanche” del 22 Novembre 2015, la voragine delle quattro banche salvate ha continuato ad allargarsi e l’epidemia ha colpito tutto il sistema bancario. Ma prendere di petto la situazione, avrebbe significato coinvolgere soci e obbligazionisti e questo non avrebbe fatto bene al Governo.

I circa mille giorni di Governo Renzi, al contrario di quanto da lui affermato nell’annunciare le sue dimissioni; sono stati costellati da piccole e grandi mancette: dal bonus di 80 euro, all’abolizione della TASI per tutti, agli sgravi fiscali per le assunzioni, il tutto senza però fare tagli alle spese dove si poteva. Spese ingenti queste delle mancette che però non hanno portato all’effetto sperato: far ripartire la produttività e l’occupazione. Perché per farlo, lo si dice da tempo, servono ricette economiche chiare, progetti e riforme strutturali. 

Ma ieri, dopo quasi tre anni alla guida del Governo, Renzi di promesse ne ha fatte e non rispettate tante e il fattore della “svolta” e della “rottamazione” si sono esauriti presto, diventando “anche lui come gli altri”. 

E così le mancette e gli annunci fatti, mentre saliva il sentore che il “NO” si facesse sempre più forte, non sono bastate a convincere, un’altra volta, gli italiani. Ha puntato tutto sugli anziani, trattando i giovani come se fossero una battaglia persa in partenza per la difficoltà di tenere i cervelli in fuga in Italia, di dare loro un lavoro stabile, la possibilità di comprare casa, farsi una famiglia e avere una prospettiva dignitosa per il futuro.

Detto questo, la partita è persa. E la sconfitta brucia. Moltissimo. Renzi e il PD non se l’aspettavano. Lui accusa la sconfitta anche umanamente. Il risultato del voto non è stato ancora sottoposto ai raggi X e non chiaro quali fasce d’età abbiano votato per il “NO” alla riforma, ma credo di non sbagliare di molto ipotizzando che siano stati soprattutto i giovani ad affossare il Governo Renzi e, non penso di fare torto alla realtà. Dopo anni di crisi, la situazione dei giovani è drammatica, le opportunità son ridotte al lumicino, le speranze stroncate dalla disoccupazione e dal costante senso di precarietà…Forse anche da questo voto, può iniziare il riscatto di una Nazione!

IL 4 DICEMBRE UN “NO” ANCHE AL TERRORISMO ISLAMICO…

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…uno spettro si aggira per l’Europa e per l’Italia: il perdente radicale islamico. Quel che è accaduto nei giorni scorsi a Torino, dove immigrati in rivolta hanno messo a ferro e fuoco un intero quartiere, dovrebbe bastare per fare scattare l’allarme rosso presso quella classe politica fin qui distratta e impegnata a nascondere la realtà. 

Infatti, è proprio in queste periferie abbandonate che cresce e arriva a maturazione la figura dell’islamico estremista e terrorista.

Uno scrittore tedesco ha definito in modo eloquente le caratteristiche del lupo solitario jihadista, che colpisce a caso nelle nostre città, seminando il terrore fra la popolazione inerme, infatti scrive: “Il fallito si rassegna alla propria sorte, la vittima chiede giustizia, il vinto si prepara alla prossima tenzone. Il perdente radicale, invece, si mette in disparte, diventa invisibile, coltiva il suo fantasma, raduna le proprie forze e attende la sua occasione.

Occasione che arriva quando incrocia lungo la propria strada una comunità che odia, al pari suo, tutto ciò che non rientra nella propria tradizione religiosa e che lo accoglie a braccia aperte,  trasformando la sua inadeguatezza e la sua frustrazione in azione violenta. 

Il movimento jihadista può contare – come confermano recenti indagini di polizia  – su un numero crescente di individui di questo tipo, che vivono perlopiù nelle periferie e hinterland delle nostre più grandi città allo stato “dormiente”.

Il loro slogan è: “Voi amate la vita, noi amiamo la morte ed è per questo che vinceremo”.Senza dimenticare le donne, una su due non sa né leggere né scrivere, molte di esse “dormienti” pronte ad immolarsi per il profeta.

Alla luce di queste brevi considerazioni ed all’allarme lanciato in queste ore dall’Europolizia che affermava finalmente che i terroristi arrivano e sono giunti sulle nostre coste dalla Libia con i barconi, che fare per contrastare il terrorismo jihadista e il suo esercito di perdenti radicali? 

Credo che tutto dipenda dall’Occidente e da quanto esso sia forte e s’impegni a far capire alle masse islamiche che la forza della civiltà occidentale, non risiede solo nei suoi arsenali militari, ma si trova nelle Istituzioni e nei suoi valori universali. Conquiste civili da rispettare e da fare rispettare.Ed è ciò che in fondo ha sempre sostenuto, con coraggio, Oriana Fallaci.

La speranza è che se ne convincano finalmente, anche i buonisti di casa  nostra, che per questo loro lassismo il 4 Dicembre saranno seppelliti da una valanga di “NO”! 

IL PAPA E LE SUE ULTIME SCELTE…DALL’ABORTO ALLE ALTRE APERTURE…

Papa Francesco e Benedetto XVI ANSA/L'OSSERVATORE ROMANO +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++
Papa Francesco e Benedetto XVI

…ho letto nei giorni scorsi un interessante articolo di Renato Farina su Libero del 22 Novembre scorso “il Papa perdona l’aborto, ma non don Bamba”.

Io, però, non me ne vogliate, che non apprezzo granché questo Pontefice, credo, e devo dirlo, che Francesco, con il suo ministero, fa in pratica solo politica. E ogni sua azione va letta in tale ottica. 

Quando, come nel caso, affronta un tema come l’aborto, che ha precisa valenza etica (nonché sociali, morali e personali per le donne), lo fa con una retro – intenzione “politica”; lo fa solo allo scopo di adeguare la posizione della Chiesa alla deriva etica della nostra società, che è ormai completamente secolarizzata, pensando così di riconquistare un popolo di “vagamente cristiani”.

Credo altresì che chi si è portato fuori dall’osservanza cattolica non importa nulla di queste “aperture” di Bergoglio: continuerà a fare ciò che meglio gli aggrada… ma ahimè, chi è rimasto “fedele”, subisce un diuturno esiziale lavoro di logorio delle proprie certezze. Si vuole permettere  di confessare l’aborto fra una bugia e una scorpacciata di dolciumi, come un peccato veniale. Papa Francesco sta sminuendo tutto ciò che c’è prima del perdono, e cioè l’esame e la presa di coscienza, il ravvedimento e il proposito di non peccare più. 

Temo quindi che Francesco sbagli due volte: la prima come pastore di anime, in quanto tradisce il suo compito di indicare la via certa alla Chiesa, oggi sempre più disorientata; la seconda come capo politico, perché, al di là di chi lo apprezza come apprezzerebbe un personaggio dello star system, non fa crescere affatto i “consensi” per la religione di Cristo e per la Chiesa. E Dio solo sa quanto sarebbe necessaria una convinta azione missionaria proprio qui da noi! Più che in Africa o in Asia…quasi come in America Latina.

Per quanto imperfetta sia la mia fede, io mi sento orfano di Benedetto XVI, convinto che la terra di missione della Chiesa di oggi debba essere l’Europa, nell’Europa senza radici c’è spazio per tutti, inclusi gli islamici che negano le conquiste della laicità. E una Chiesa che non è forte in Europa non ha futuro nel mondo. 

Ed in questi ultimi giorni, sovente, mi vengono in mente le parole di Benedetto XVI che ammoniva i cristiani a non cedere alla tentazione di “sedersi comodi nella storia”.

Ho paura che Papa Francesco nell’Europa laica di oggi si trovi sin troppo a proprio agio.

REFERENDUM…DAL POPULISMO…AD ACCOZZAGLIA…LE PAROLE D’ORDINE…

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 …DI UN FRONTE PRIVO DI ARGOMENTI…sono andato alla ricerca del significato di “populismo” e leggo: <movimento culturale e politico della Russia del XIX secolo che si proponeva di raggiungere un miglioramento delle condizioni di vita dei diseredati>. Quindi era un termine di “sinistra”.

Ma oggi è una parolaccia perché la sinistra, ormai, preferisce stare dalla parte delle banche che da quella dei diseredati. E’ semplice, è ripetitivo, però è la verità. 

E il non accorgersi di quanto il popolo sia arrabbiato e non ce la faccia più, è pericoloso perché a volte questo stesso popolo si esprime quando può con il voto (Inglesi, Americani, tra poco Austriaci e Italiani), ma se si fa di tutto (governo) per far crescere questa arrabbiatura, potrebbe esprimersi anche in modi più pericolosi.

Allora ecco che questo popolo viene chiamato “accozzaglia” di cui la Treccani dà questa definizione: <turba confusa di persone spregevoli>. Purtroppo è questa la considerazione che l’attuale premier ha delle persone e del parere che esse esprimono. 

In una vera democrazia, anche nelle più accese dispute politiche, non si dovrebbe mai considerare indegno il parere dell’avversario, e se questo succede è un grave segnale della presenza di una personalità dispotica che opera nella distruzione della dignità e delle ragioni dell’altro.

E se poi ascolti in giro la gente che rivolta al Governo od al Parlamento invoca il mitra o le bombe non bisogna stupirsi, l’esasperazione di un popolo è arrivata al massimo della sopportazione.

Per quanto ancora questa politica potrà tapparsi le orecchie e far finta di nulla definendo il popolo solamente  populisti  accozzaglia? 

Mi si consenta invece di affermare che con la vittoria del SI alla riforma costituzionale, la nostra raffinata democrazia potrebbe essere al capolinea.

Il dispotismo e la barbarie sono dietro l’angolo…facciamo ancora in tempo a fermarli il 4 Dicembre votando “NO”…

DOPO IL REFERENDUM…LE TASSE CHE VERRANNO…

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 …nonostante il nostro Pinocchio ripeta in continuazione “no a nuove tasse”, la legge di stabilità prevede già un gettito aggiuntivo di circa 6 miliardi di euro, a cui va sommata l’ultima novità in tema di partite IVA. Aumentano il numero degli adempimenti e anche i relativi costi: ” miliardi all’anno.

A tutto ciò si aggiunge il rischio concreto che dopo il referendum venga approvata una seconda manovra per tappare i buchi di bilancio, dopo le marchette referendarie distribuite a destra e a manca.

Dopo l’Ue, anche l’Istat ha ribadito che ci saranno nuovi buchi di bilancio; la minor ricchezza andrà a impattare anche sulla legge di stabilità del 2017; la flessibilità concessa per il 2016 sarà effettiva una volta diramati i dati consuntivi. A quel punto scatteranno gli aggiustamenti retroattivi. 

Perciò il prossimo anno avremo da affrontare i problemi dell’anno corrente e pure quelli dell’anno trascorso; con un duplice risultato: alle nuove tasse già messe nero su bianco nella legge, se ne aggiungeranno altre quando, dopo la lettera della Ue, scatterà la manovra aggiuntiva.

Al di là delle incertezze politiche, sono già pronte almeno quattro tasse. Hanno già un nome: IMI, WEB-TAX, Cedolare sugli affitti e ricari sulla tassa di successione.

L’IMI, la fusione di IMU e TASI per le seconde case, questo emendamento voluto dal PD, è stato accantonato per volere di Renzi: sarebbe stato negativo sul voto del 4 Dicembre, che prevede un’innalzamento dell’aliquota ed è pronta all’uso per l’occasione. 

La WEB-TAX imposta sulle società tipo Facebook e Twitter, a cui sarà chiesto di fatturare tutta la pubblicità in Italia, ma riconoscendo il timore di una fuga di massa ed approvarla da soli rispetto all’Europa avrebbe un effetto negativo. Succulenta è invece la cedolare secca del 21% , da far pagare quest’imposta a tutti coloro che affittano abitazioni private via Web innalzerebbe il gettito.

Giace nei cassetti, ma pronto all’uso l’emendamento a firma Sinistra Ecologia e Libertà sulla tassa di successione.

Ovviamente è anche già pronto il messaggio politico da inculcare agli italiani. Per far passare queste tasse, si dirà che queste misure non devono stupire, in quanto in Europa la situazione è identica se non più pesante. 

Insomma, ce lo chiederà l’Europa: peccato che in Europa non abbiano però la nostra imposizione fiscale, che una vera riforma costituzionale, avrebbe anche dovuto inserire un tetto massimo sulla tassazione dei cittadini.

ANCHE PER QUESTO IL 4 DICEMBRE UN UNICO VOTO “NO”