LA SINISTRA HA SPENTO L’IMPRENDITORIALITA’ CHE REGGEVA IL PAESE… E INCENTIVA A NON FARE NULLA…

Il nostro Paese e’ una fucina di imprenditori abili e coraggiosi. Prova ne sia l’esplosione economica che l’Italia ha conosciuto negli anni ’60 grazie a una politica che facilito’ chi avesse avuto il fegato di gettarsi nella mischia.

Poi, piano piano, visto il successo imprenditoriale ottenuto, vennero creati svariati feudi politici (province, regioni, enti locali) e potenziati politicamente i sindacati per poter sfruttare piu’ da vicino l’ambiente lavorativo. Permettendo allo stesso tempo per accontentare una voglia di falsa sinistra, la politica permise ai sindacati di lanciare una guerra senza quartiere a chi, avendo rischiato di suo, godeva di privilegi.

Agli imprenditori non rimasero molte scelte, o andarsene oppure accondiscendere il sistema.

Cosi’ facendo, la politica sanguisuga e il sindacalismo sinistroso hanno ridotto il nostro Paese sul lastrico.

Permettendo oggi, persino al premier turco di incontrare personalita’ del mondo politico e imprenditoriale, riproponendo non solo la questione dell’ingresso in Europa, ma invitando gli imprenditori italiani a trasferirsi in Turchia promettendo un trattamento di favore.

Non e’ tanto questo a stupirmi, perche’ e’ normale che un leader faccia gli interessi del proprio popolo; mi stupisce invece che a fronte di questo invito la nostra classe politica abbia taciuto anziche’ rilanciare con una controproposta sufficientemente allettante per far desistere coloro che avevano una mezza idea di andarsene.

Gia’, ma i nostri governanti sono invece indirizzati a “incentivare a non fare nulla” e si sono inventati il reddito di cittadinanza che e’ il piu’ chiaro incentivo al parassitismo che, come di costume, e’ l’apice del sistema democratico.

E’ il sistema che va cambiato, non coltivato nei suoi aspetti peggiori, come si fa oggi per raccattare qualche voto in piu’, togliendo dignita’ e prestigio al lavoratore italiano.

Un comportamento incomprensibile per una Repubblica fondata sul lavoro…

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COME SI SFASCIA UNA DEMOCRAZIA…DAL VOTO ALLA FABBRICA DI SEGGI…

Siamo a poco meno di un mese dalle votazioni e le promesse elettorali, vengono da quasi tutti i partiti. Ma non e’ con la demagogia che si contrasta la disaffezione al voto, che dovrebbe seriamente preoccupare i candidati delle diverse aree politiche.

Gia’, il non voto, i giornali sono pieni di analisi sociologiche sulla disaffezione degli italiani nei confronti della politica, testimoniata dalle percentuali sempre piu’ basse di votanti alle ultime tornate elettorali.

Tuttavia questo dato incontrovertibile stride clamorosamente con un altro: a ogni scadenza elettorale di una certa importanza, si registra un enorme numero di aspiranti a ricoprire le cariche elettive in palio.

Come si spiega questa contraddizione?

Da un lato la politica sembra interessare sempre meno la gente, dall’altro si sgomita e non si lesinano colpi bassi ad amici, o presunti tali, pur di entrare in qualche lista e concorrere alle elezioni.

Ma e’ pur vero che se per ottenere la patente di guida bisogna dimostrare di saper guidare. Lo stesso vale per ogni attivita’ di questo mondo, inclusa la conduzione di un governo.

I politici si giudicano sul lavoro svolto in passato e sui programmi per il futuro.

I parlamentari sono chiamati a rappresentare la Nazione (come recita la Costituzione art.67), cioe’ noi, non il loro personale partito o movimento. Questo requisito imprescindibile va imposto a tutti i politici.

Rimango comunque impressionato dal numero di aspiranti ad una poltrona, poltroncina, sedia o sgabello che si distribuiranno dopo le prossime elezioni del 4 marzo.

Conta piu’ l’immagine, ormai, che la realizzabilita’ dei programmi. Non sarebbe ora che alla gente, per motivarla al voto, venisse detta la verita’ anche quando e’ spiacevole? A chi giovano i venditori di illusioni nel mondo di oggi?

Ma e’ evidente che la democrazia e’ la fabbrica di seggi di ogni tipo per gente che preferisce far politica piuttosto che lavorare.

Buona parte del popolo italiano ha la propensione a farsi conquistare da politici che poi innalza a miti, fino a raggiungere in alcuni casi il fanatismo che impedisce l’obbiettivita’. Il politico italiano seduce con parole e promesse, ma alla fine delude.

Conclusione: ogni popolo ha il governo che si merita.

SONO STANCO DEGLI ANTIFASCISTI DI PROFESSIONE…

Macerata, Piacenza, Modena e ultima Livorno dove ieri Giorgia Meloni si era recata per la campagna elettorale, poteva finire peggio, tra sputi, minacce alla sua bambina e lanci di bottigliette da parte dei pseudo militanti dei centri sociali, che le hanno di fatto impedito di proseguire l’incontro con i commercianti e i cittadini livornesi.

Clima elettorale che va diventando sempre piu’ caldo dopo i fatti di Macerata che sono poi culminati nel “giorno del ricordo” delle foibe del comunismo titino.

Ma pensate un po’; basta spostare una vocale, la “i” per esempio e la parola diventa “fobie”, cioe’ paura. La paura di questa sinistra di dover tornare a casa dopo il 4 marzo. La manifestazione di Macerata lo prova ampiamente che esistono i professionisti dell’antifascismo che, dipendesse da questi finti democratici, riempirebbero ancora le foibe.

Sono ormai 14 anni che il 10 febbraio cade il giorno del ricordo delle vittime del comunismo titino; persino il Presidente della Repubblica ha dovuto porre in evidenza che le <foibe sono parte, a pieno titolo, della storia nazionale e ne rappresentano un capitolo incancellabile, della violenza eretta a sistema>.

A Macerata come nelle altre citta’, a causa di un riprovevole azione di un solitario, si e’ automaticamente accentuato il risveglio antifascista contro un fascismo che non esiste piu’ e che non ha alcuna possibilita’ di ritornare.

L’azione antifascista di questi giorni e’ il risveglio della violenza ideologica eretta a sistema. E’ come se i fatti di Macerata, avessero favorito l’identificazione di un capro espiatorio, un colpevole unico sul quale far ricadere l’odio di questi “democratici”: l’individuo di destra. Che si puo’ picchiare e si deve mettere a tacere, negandogli il diritto non solo di parlare ma di esistere.

Ma gli anni di piombo non ritorneranno cari antifascisti, il popolo democraticamente il prossimo 4 marzo sceglieranno la liberta’ contro la dittatura “antifascista”….

LA NOSTRA GIUSTIZIA PROTEGGE I PEGGIORI CRIMINALI…

Noi uomini della strada ci incontriamo e facciamo quattro chiacchiere. Un saluto, un augurio e un’opinione di attualità. Quest’ultimo argomento ci vede un po’ sgomenti sulla situazione sicurezza nelle nostre città.

Leggiamo di atti di violenza quotidianamente, omicidi, stupri, morti sulle strisce pedonali, risse all’arma bianca. Poi di furti e razzie, di anziani picchiati a sangue o addirittura uccisi per pochi euro.

Carabinieri e Polizia si danno da fare in modo encomiabile e arrestano i delinquenti , ma il giorno dopo li rivedono liberi per le strade che si fanno beffe di loro.

Mi viene in mente la trasmissione “Dalla vostra parte” di qualche mese fa, dove viene presentato un giovane artigiano toscano, pestato a sangue in casa propria da quattro rapinatori albanesi; per conseguenza, è rimasto invalido grave in tutto il corpo sotto la testa. Nulla riesce a fare da solo. Lo stesso, durante il programma affermava: “Vivo nell’ergastolo della carrozzella, mentre i miei torturatori, dopo pochi anni di galera, vivranno liberi. Godranno delle gioie della vita, a me negate”.

Non se ne può più, viviamo alla mercé di criminali protetti da  <arbitri di malagiustizia> sempre pronti a giustificare qualsiasi atto di violenza o di delinquenza.

Faccio un appello affinché, in questi giorni di campagna elettorale, prima del voto del 4 marzo prossimo, i partiti, sopratutto quelli di centro destra si esprimano con chiarezza e dicano se hanno intenzione di mettere mano ad una seria ed incisiva riforma della giustizia, sia in termini di leggi, sia in termini di una rapida ed efficiente organizzazione. Ritengo che tale riforma sia prioritaria rispetto ad altri temi.

Non ci devono essere più giudici che giustificano i delinquenti: poverini sono senza lavoro, sono senza famiglia o peggio sono scappati dalle guerre (inesistenti) e tante altre giustificazioni ipocrite.

Una scrittrice prima di morire aveva previsto tutto: “Me ne vado portando via con me l’immagine di un Paese destinato all’infelicità”. Era Oriana Fallaci…

LA FECCIA ROSSA E LE BOTTE “PACIFISTE”…IL VERO PERICOLO E’ L’ANTIFASCISMO…

…Chi evoca l’emergenza nera (inesistente) semina intolleranza. I fatti di Macerata sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I cortei di cittadini esasperati dai reati compiuti dai clandestini vengono definiti dai partiti di sinistra un ritorno al fascismo. Temendo di perdere le elezioni, il PD paventa disastri inesistenti. Sono più di 70 anni che questi signori fanno brillanti carriere così mentre non si vergognano di sbandierare falce e martello.

La sparatoria di Macerata ha rappresentato in modo lampante la condizione di disagio del popolo. I politologi e i tuttologi esibiscono dati statistici e proiezioni per sedare il malumore degli italiani, esternando vere e proprie teorie da cigno nero.

Intanto nessuno ricorda la vera vittima di Macerata, dove la sola e unica persona a dire una cosa sensata è stata Giorgia Meloni: “…è mai possibile che il capo dello Stato non abbia telefonato alla madre la cui figlia è stata uccisa, fatta a pezzi e nascosta in due valigie, sembra da un migrante che non doveva stare qui!”

Intanto vi sono quei politici che per grattare la pancia al proprio elettorato rispolverano i fantasmi di un fascismo che oggi vive soltanto nelle loro teste vuote, permettendo a certa gente che cavalcando l’onda dà vita a manifestazioni che poi sfociano nella violenza più assurda dei centri sociali come sabato scorso.

Per nostra sfortuna, a differenza di quanto ha dichiarato Giorgia Meloni – che pure ha ragione da vendere quando chiede più tutela per gli uomini in divisa – quelli dei centri sociali non erano “quattro idioti”. Purtroppo  gli idioti erano molti di più.

Da sempre la sinistra quando è in crisi di consensi fa appello al suo salvagente d’elezione, l’antifascismo, grazie al quale i compagni, un tempo trinariciuti ora papalini, hanno prosperato e tuttora prosperano. Hanno fatto di questo povero Paese ciò che hanno voluto. Come è vero l’assioma che andava di moda ieri tra i “politicamente scorretti”: la sinistra è come uno scaldabagno, senza la resistenza non vale proprio.

L’ANTIFASCISMO SENZA IL FASCISMO E’ UN PERICOLO…

In questa campagna elettorale c’è chi tenta di distrarre l’attenzione dai problemi reali del Paese cercando di creare un clima di caccia alle streghe intorno a presunte nostalgie fasciste che si vorrebbero trasformare in un inesistente pericolo di autoritarismo di ritorno.

Il problema non è tanto il fatto che la Costituzione, più che antifascista, dovrebbe essere “afascista”. Perché se l’antifascismo volesse continuare a sopravvivere al fascismo, diventerebbe semplicemente un fascismo alla rovescia.

Il problema non è nemmeno il fatto che l’Italia si sia retta per decenni sul parastato, l’Iri, L’Inps, i contratti collettivi di lavoro e altro, tutte cose nate sotto il regime fascista. Parimenti si vorrebbe far perdere tempo ai magistrati denunciando fantasiose apologie di fascismo di Assessori, Sindaci e cittadini del centro destra.

Nei secoli passati fra nemici il saluto con la mano aperta indicava che non impugnavi la spada e quindi l’intenzione era buona, oggi invece mentre saluto con la mano tesa vengo denunciato e la Boldrini mi elenca fra i figli di un dio minore.

Ma sono certo e sicuro che la canea antifascista è quella che si dice una perfetta arma di distrazione di massa. Così, mentre scendono in piazza contro il falso attacco alla democrazia, dimenticano i veri attacchi alla democrazia che arrivano ogni giorno, per esempio dai colossi di Internet (che se ne fregano delle leggi), dall’Europa e dal nostro meraviglioso Paese dove i governi vengono decisi in molti posti diversi, purché non siano i seggi elettorali.

E se pensiamo alle prime cariche dello Stato che sono da tempo appannaggio della sinistra. Il Presidente della Repubblica è sempre espressione di tale parte politica, accettato più o meno obtorto collo dal centrodestra. Se alle elezioni come mi auguro dovesse vincere il centro destra farebbe bene a imporre  suoi uomini alle più alte cariche di Stato in modo da orientare l’agenda del Parlamento rivolto agli Italiani e non come sino ad oggi ha spudoratamente fatto la sinistra per i propri interessi di parte.

PER QUESTO STATO I MIGRANTI VALGONO PIU’ DEGLI ITALIANI…

L’Italia è un piccolo Paese e può sopportare senza problemi un massimo di 50 milioni di abitanti. Ora siamo circa 60, se non fermiamo questa invasione diventeremo il Paese più ingovernabile e problematico d’Europa.

Non si può invocare l’accoglienza senza un briciolo di coscienza civica e di amore per la propria Nazione. La favola di M. Minniti, nemico dell’invasione incontrollata degli immigranti nel Paese, è stata spacciata con abilità propagandistica dal PD, ma ha trovato incredibilmente qualche fan perfino nell’opposizione di centro destra. Eppure Minniti, un giorno si e un giorno no, proclama la necessità dello “ius soli” come strumento di sicurezza oltre che di integrazione.

E’ vergognoso che uno Stato come l’Italia, governato da un partito di sinistra che si proclama a gran voce difensore dei lavoratori, si interessi maggiormente dei finti migranti che ci invadono, offrendo loro ogni privilegio e immunità, e trascuri apertamente milioni di lavoratori italiani, che hanno lavorato e pagato tasse a tutto spiano, e ora si trovano alla mercé della situazione.

Continuando a predicare l’accoglienza non si fa un buon servizio all’Italia, ma si aiutano delinquenti e profittatori e si apre al dissesto sociale. E’ vero che siamo stati anche noi emigranti, ma la situazione era ben diversa, specialmente in America, dove ci toccavano la quarantena e un controllo rigido.

Invece Minniti e il PD fanno causa ai comuni che vorrebbero difendere gli italiani dall’invasione, per lo più islamica, che sta distruggendo interi quartieri delle città e molti paesi del Nord, del Centro e del Sud Italia. Ecco la politica filo immigrati del governo e dei prefetti che lo assecondano in tutte le manieri.

Il messaggio di Gesù non era essere tutti poveri, ma portare tutti i poveri a essere ricchi, non solo spiritualmente ma anche materialmente visto che il corpo per sopravvivere ha bisogno di materia.

Probabilmente per certi politici e per le cooperative questo è un affare che rende. Peccato che gli italiani, quando accade qualcosa di grave, si ritrovano da soli a dormire in auto o per strada. Ma dov’è finito l’amor patrio dei nostri nonni? Per fortuna le elezioni sono vicine e gli italiani si ricorderanno chi è nemico delle loro libertà e della loro sicurezza…

SOGNO UNA CLASSE DI POLITICI INCORRUTTIBILI…

Bando agli invaghimenti! Via quei cuoricini! Non siamo mica così disinformati e privi di giudizio da prendere forte capriccio degli attuali potenti. Gente giustamente vituperata per molte strade d’Italia.

Vorrei un governo di politici onesti impegnati a restituirci la dignità di persone perbene e laboriose. Vorrei al governo forze sane che non si lasciassero sopraffare dall’avidità di un tornaconto personale umiliando l’impegno di tanti italiani che con coscienza si sacrificano.

Infinita è la schiera degli degli arcibirbanti , dei lacchè e dei balordi in tutte le fazioni. Riteniamo come assai vergognose le notizie sui loro oscuri maneggi, le collusioni e gli intrallazzi.

Vorrei vedere eletti donne e uomini determinati e capaci di combattere i malfattori assetati di potere che vanificano i sacrifici di tutti i nostri martiri, i quali hanno combattuto e immolato la loro vita sognando una nazione libera.

Ma pochi sono coloro che si accendono di vaghezza di verità e serietà pure nella magistratura, nella vigilanza e nei media. La situazione è grave. Vorrei un governo di incorruttibili, capaci di decapitare la malefica piovra che ha creato metastasi nel tessuto sano del Paese.

Il problema istituzionale andrebbe sistemato. Ma come? L’impresa è straordinaria, ci vorrebbero i supereroi o le supereroine che ci raccontino come stanno veramente le cose, che debellino le ladronerie, le mendacità e le imposture, che recuperino la refurtiva e che salvino l’intera Penisola per ridarci una speranza.

Vorrei un governo capace di far sì che neppure una goccia di fango prodotta da una classe dirigente sciagurata possa insozzare l’avvenire dei giovani. Intanto c’è il loro scorrettissimo far previsioni senza senso e promesse senza soldi…ma il 4 marzo è dietro l’aangolo e i supereroi e le supereroine saranno quei cittadini che si recheranno ai seggi elettorali ad esprimere il loro libero voto…

INACCETTABILI I CONFLITTI DI INTERESSI…DEL POLITICO…

La dignità di un politico dovrebbe sempre prevalere sull’interesse personale. Il conflitto di interessi scatta non appena un esponente politico, che riveste una carica pubblica e dovrebbe dunque rappresentare le istanze e gli interessi di tutti i cittadini, antepone a questi problemi strettamente personali o familiari e se ne occupa attivamente cercando di risolverli.

Il solo fatto di dedicarsi alla ricerca di soluzioni, nella sua veste ufficiale, configura un conflitto di interessi.

Questo suo interessamento si traduce automaticamente in una pressione psicologica sull’interlocutore, che in quel momento non si trova davanti a un semplice cittadino, ma a una persona rivestita di un’autorità ufficiale.

Percepisce immediatamente la forza implicita nella richiesta personale di un qualsiasi intervento.

Non c’è bisogno di minacce, il livello autorevole di chi si presenta a chiedere costituisce implicitamente una forma di pressione.

Ecco perché, dopo che la stampa ha diffusamente informato delle varie forme di intervento messe in opera dal politico, a questo punto, per un principio di dignità e sopratutto di stile, questi dovrebbe rassegnare le sue dimissioni o quanto meno rinunciare a ricandidarsi.

Resta il fatto purtroppo che oggi, siano essi ministri o sottosegretari, che per come si sono sviluppate le ultime recenti vicende bancarie, hanno finito per rappresentarci un certo modo di intendere renzianamente il potere.

Dovremmo chiedere a gran voce le loro dimissioni o la loro non ricandidatura, in modo di chiudere questa stagione sfortunata del nostro Paese.

Ma finché il popolo italiano non si ribellerà alla casta, e non finirà di essere presa in giro da costoro, privilegiati che banchettano e gozzovigliano alla faccia della nostra dabbenagine.

Un’ occasione a breve ci sarà per liberarci da costoro, il 4 marzo l’Italia torna al voto!

IL MINISTRO FEDELI INSEGNA: L’IGNORANZA E’ MATERIA DI SINISTRA…

Le gaffe del ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli, mi divertono tantissimo. Non vedo l’ora che ne faccia una nuova. Prima lo scandalo della laurea non laurea, poi la parola “traccie” (e non <tracce>) nelle prove degli esami di maturità. Infine, almeno sembrava così, un fantastico strafalcione nero su bianco sul Corriere della Sera. Si sa che il congiuntivo è difficilissimo, sopratutto se non si studia. Ma ecco che a pochi giorni di distanza arriva il capolavoro supremo: la Fedeli ha detto “più migliori” durante un discorso e ci ha fatto tornare alla mente quando da piccoli, come una cantilena, ripetevamo <più meglio non si dice>.

E’ una goduria continua. La sinistra da anni si atteggia e parla di superiorità morale e culturale rispetto altri italiani straccioni. Invece la loro ignoranza fa invidia alle capre, senza offese per le stesse.

Però, anno nuovo, vita nuova. La nostra rossa Fedeli, dopo le bucce di banane verbali, si è reinventata come una soubrette al tramonto. Il 2017 è passato, lasciando alle spalle congiuntivi e imperfetti. Così il 2018 gli ha aperto la mente, tanto da abbandonare l’italiano per sbarcare sulle coste inglesi, ovviamente non fisicamente, ma solo lessicalmente. Nella speranza che parlando inglese, nessuno si accorgerà delle ciofeche. Il suo capo Matteo Renzi docet.

Nel frattempo i danni della sua permanenza al dicastero sono sotto gli occhi di tutti ed essa è divenuta l’icona di una scuola che non insegna. Insegnati spostati come pedine da una classe all’altra e da un corso all’altro. La continuità didattica non si sa più cos’è. Studenti transumati da un’aula all’altra: ultima moda di questa pedagogia dall’aria fritta, che affligge da troppo tempo la scuola.

Una domanda sorge spontanea caro ministro: nelle classi cosa e come si insegna, si impara, si studia? Oltre a fare le gite nei centri di accoglienza per immigrati? 

I nodi stanno venendo al pettine e, questa ministra dal titolo di studio ignoto, aiuta in tal senso. Certo la ministra aiuta, ad avere una scuola “PIU’ MIGLIORE”…