RIFLESSIONE POLITICA O…STRUMENTALIZZAZIONE…

…lo chiamano rito di civiltà, questo giorno della liberazione, ed allora, in qualità di amministratore della Città di Corsico, mi presento davanti al Comune, ed in segno di “civiltà”, la mia presenza vuole essere di PACIFICAZIONE, come era avvenuto qualche giorno prima in Consiglio Comunale con l’approvazione all’unanimità della mozione di Fratelli d’Italia sulle “Foibe”. Invece la mia presenza viene subito contestata dall’ANPI che richiede il mio allontanamento, ma il Sindaco e tutti gli Assessori tirano dritto…non mi cacciano. Ma col proseguo della mattinata, mi rendo conto che questo giorno non è di “civiltà” ma un modo per fare un favore ai partigiani di un unico colore rosso e a persone legate ai centri sociali che non si riconoscono in alcuna istituzione tradizionale, che non sia quella delle loro stantie ideologie. La democrazia, si dice, è la forma meno imperfetta di potere. Dipende tutto da chi è chiamato ad amministrarla e difenderla. Ci vuole gente con grande equilibrio e valori importanti per portare avanti la democrazia, per accettare che chi non la pensa come loro possa parlare e contestare; ci vuole la volontà di costruire il bene comune per la Città di Corsico. In questo dovrebbe distinguersi la politica, cioè l’arte del compromesso, non quello di intrallazzare, ma nel suo senso originario: “cum mittere pro”, cioè mettere insieme idee diverse a vantaggio di tutta la comunità corsichese. Solo così è possibile celebrare questa data senza che qualcuno possa appropriarsi di un pezzo drammatico di Storia Patria facendone una bandiera partitica e faziosa che continua a seminare ed alimentare odio verso il “nemico” politico di turno, sempre ponendosi contro e mai “pro”, a favore di una proposta costruttiva. Qualcuno ha voluto sventolare bandiere di partito anziché unirsi per una volta al sentimento di unità nazionale, qualcuno ha protestato alle parole del Sindaco che ricordava che un uomo che muore, è sempre un uomo che muore; contestata la mia presenza giudicata provocatoria dal presidente locale dell’ANPI che in me deve aver visto il mostro dalle cento teste e non l’istituzione che cercava e cerca la pacificazione nazionale; qualcun altro ha intonato la canzone delle mondine indicando col dito “perfido” il Sindaco come “l’invasore” curiosamente eletto democraticamente quasi due anni fa. Gente che ripudia le nostre bandiere che hanno fatto la Nostra Storia a favore delle bandiere di partito. SI CHIAMANO ITALIANI, MA NON LO SONO…

CORSICO: COMMISSIONE ANTIMAFIA…COLPIRNE UNO PER EDUCARNE CENTO…

…di comuni che non la pensano come i “democratici compagni”… questo mi sembra voglia dire la minaccia del presidente della commissione Rosy Bindi…una frase di triste memoria di quei figlioli degli anni 70/80 usciti dalle file del PCI e poi rientrati con le nuove sigle della “democrazia”. E oggi a leggere tra le righe del “Il Giorno” di sabato 21 Gennaio u.s., sono le parole del segretario del PD corsichese S. Ventura che chiede: “le immediate dimissioni dell’Assessore Mannino il cui ruolo decisivo è stato sottolineato dalla commissione…”  Io mi chiedo, e scusate la mia ignoranza, ma questo giudizio è giunto dopo un’indagine approfondita da parte della Commissione, o, un giudizio prevenuto sulle eventuali “veline” passate da qualche dirigente del PD locale, che vede nell’Assessore Mannino un temibile avversario, in quanto, nella sua non politica da bar, è solerte negli interventi a favore della comunità, un assessore sempre presente sul territorio, con tanto di tributi riconosciuti anche sui social, dai cittadini corsichesi di ogni colore politico. Già le persone che lavorano con abnegazione sul territorio per la propria collettività senza nessun riscontro personale o politico; danneggiano gravemente alla salute di un PD sempre abituato a rinchiudersi nelle mure domestiche dell’ex potere amministrativo. Oppure la colpa dell’Assessore è quella di essere un corsichese nato e cresciuto proprio nel quartiere dove si doveva celebrare solo lo “stocco” e nient’altro; oppure ancor più grave l’aver permesso ai corsichesi di festeggiare per il secondo anno le feste natalizie come la nostra tradizione vuole e non come vorrebbe la cosiddetta politica corretta. Eppure ancora oggi a Corsico ci sono dei nomi o meglio dei cognomi scomodi che a quanto pare nessuna “velina” ha riferito alla commissione Bindi che al posto dello “Stocco” dovrebbe indagare sulla Cooperativa che ha vinto l’appalto preventivo per le casette da costruire ai terremotati, che guarda casa è la stessa Cooperativa indagata a Roma per “Mafia Capitale”… Si comprende ormai il gioco della democrazia del PD dove l’avversario dev’essere annientato a partire dalla gogna mediatica di giornali e televisioni al servizio del potere e non della libera informazione; noti ormai i nostri cantori locali che a quanto pare girano anche per i corridoi della Commissione Antimafia visto che concludono il pezzo sul quotidiano citato più sopra affermando che: “in commissione parlamentare la parola commissariamento ha iniziato a girare…”. Ma ne sono certo inizierà a girare anche il vento che porterà alla luce la verità sulla presenza mafiosa nel corsichese…state sereni!sam_9762

CORSICO: DOVE IL VOTO NON PREMIA…IL PD CI PROVA CON LA “GOGNA MEDIATICA”…

 

…non è una novità ormai, in ogni parte d’Italia vige la stessa regola. Tanto in questi giorni hanno scritto e detto le penne e le voci del sistema sul Comune di Corsico, dimenticando però di dire che la Giunta di centro-destra guida la città da un anno e mezzo e non da settant’anni come qualcun’altro. 

E’ quindi una regola ovviamente adottata unilateralmente che si applica solo contro quelle amministrazioni elette democraticamente dai cittadini liberi, regola alla quale come si è appurato in questi giorni si associano quei giornalisti e quella carta stampata dichiaratamente di parte.

E non poteva mancare la giunta di centro destra corsichese guidata dal Sindaco Errante a cadere in questa “regola democratica” accusata di infiltrazioni mafiose o quant’altro dalle menti fantasiose della sinistra locale che ancora una volta, finge di dimenticare il suo passato corsichese e di come; mafia, ‘ndrangheta, camorra e mafie straniere si siano insediate nel nostro territorio, se poi pensiamo che le varie mafie, sin dai primi anni sessanta si siano accaparrati il sud ovest milanese e, che, forse a quell’epoca il Sindaco Errante aveva i calzoncini corti; 

mentre qualche partito con le sue varie sigle fino all’altro ieri, probabilmente ha avuto favori, ed elargendone a sua volta anche col silenzio, a quelli che oggi finge di combattere.

Mi sia consentita una riflessione da uomo della strada, se io fossi certo delle mie accuse, come sembra esserlo non solo il PD locale, ma le varie anime della sinistra corsichese, sarei andato direttamente dalle Forze dell’Ordine a fare una denuncia chiara, investendo quindi anche la Magistratura sulle ingerenze mafiose nel corsichese.

Invece no, si sceglie la “gogna” politica perché è la più semplice da cavalcare come una “Commissione Antimafia” di stampo politico, a guida ovviamente PD che serve solo ed esclusivamente per colpire coloro che non la pensano come i “compagni democratici”.  

Pensiamo alla stessa commissione minacciata nella persona del suo presidente “Rosy Bindi” di morte dal presidente della Regione Campania De Luca, ma che essendo un uomo del PD non andava toccato; un De Luca che per il Referendum del 4 Dicembre scorso, comperava voti per il “SI” promettendo ai Sindaci finanziamenti regionali nei paesi dove avrebbe vinto il SI.

Scrive oggi (23 gennaio) sul Corriere della Sera Giampiero Rossi, “La mafia non è folklore” dove si legge che il questore De Iesu ribadisce che a mancare è stata la percezione di alcuni imprenditori e amministratori e che è mancato l’interesse e non il contrasto. E così oggi abbiamo una pericolosa infiltrazione mafiosa in una delle più importanti istituzioni economiche come la Fiera di Milano; già la Fiera è in mano al PD come Expo e si deve lasciare tranquilla… 

imagesEbbene si, lo Stocco calabrese (mafioso) è molto più pericoloso della Fiera-Expo (mafiosa)…a voi il giudizio sui due pesi e due misure della Commissione Antimafia che non ha chiesto ai precedenti amministratori il conto del loro operato….

CORSICO: MANCAVA ALL’APPELLO…IL “RAVE PARTY”…

…lo avevo già scritto e lo ripeto il 2017 è iniziato all’insegna della Città di Corsico e della sua amministrazione di centro-destra…e continuerà ancora per molto, ma c’era da aspettarselo, mentre questa giunta, senza troppo strombazzare lavora per la Città di Corsico; dalle attività ludiche per delle festività in cui far rivivere la comunità nel suo insieme, alla sistemazione delle caldaie nostre scuole, passando dal bando per la polizia locale alla richiesta dell’esercito; c’è chi, dietro le quinte  gioisce delle cronache che riguardano il nostro territorio; non ultimo il Rave Party di qualche giorno fa, ripreso dai nostri “cantori” che ormai viaggiano in coppia, senza esprimere alcun parere (che strano) sull’avvenimento; ma forse anche per il silenzio della sinistra locale, che ha sempre difeso questo tipo di illegalità, per fortuna non è successo nulla di grave, altrimenti la colpa sarebbe stata ovviamente del Sindaco Errante e della sua Giunta.

Ma ci pensate voi, se foste stato un raduno di band musicali o di cantautori alternativi di Destra, quale mobilitazione avrebbe invaso la nostra Citta!

Il PD finge di non sapere, i quotidiani “democratici” fanno poco rumore perché è meglio che alcune notizie passino sotto una normale cronaca. Qualcosa però sta cambiando c’è una sinistra che sta perdendo peso e protezione: è la sinistra dei “presidi antifascisti”, che erge a eroi chi lancia statuette, treppiedi ed estintori; è la sinistra che mette a ferro e fuoco le città in nome del pacifismo, che provoca disordini ai comizi degli avversari, in nome della democrazia. Ed è soprattutto la sinistra che si rende protagonista e che ama i “rave party”.

Per troppo tempo c’è stata una sorta di diga protettiva e giustificativa, perché il gioco era quello di produrre mediaticamente un’identificazione tra la violenza e la destra, un gioco che ha fatto comodo in primis al PD e a SEL. Di fronte all’evidenza, il PD resta in silenzio non potendo più giustificare, e cerca di mettere il silenziatore sui “rave party” che per fortuna a Corsico grazie anche alla presenza delle Forze dell’Ordine non ha causato incidenti  e per fortuna neppure vittime; non è una novità che in questi raduni vi è spaccio e detenzione di ogni tipo di droga.

Anche qui bisognerebbe ricordare che c’è sempre stato giustificazionismo per questi “rave party” nonostante siano nati come feste illegali con musica elettronica, senza autorizzazioni, senza rispetto di normative igienico-sanitarie e con frequenti episodi di aggressioni ai Carabinieri ed a vittime per abuso di stupefacenti e alcool.

Di fronte alla degenerazione, una certa sinistra preferisce agire come le tre scimmiette, “non vedo, non sento, non parlo”, forse perché intimamente pensa ancora che i “suoi” siano solo compagni che sbagliano e che gli “altri” debbano tornare nelle fogne.

Ma è l’ultima illusione!

Stiate sereni, la Città di Corsico ha compreso di che pasta siete fatti…15894398_10208311826175839_7381321089510411375_n

CORSICO: IL 2017 E’ GIA’ APPANNAGGIO DEL SINDACO ERRANTE E DELLA SUA GIUNTA…

 

…non si era ancora ripreso dalle fatiche del cenone con i suoi concittadini al Palazzetto Verdi, quando dopo qualche ora al Villaggio Giardino esplodono dei botti, non sono i residui dell’ultimo dell’anno, ma bensì colpi di pistola per una resa dei conti tra spacciatori del sud-ovest milanese e, mentre i titolari del bar dove nei pressi è avvenuta la sparatoria, da bravi cinesi, non vedevano, non sentivano, non parlavano, con atteggiamento tipicamente mafioso.

Per qualcuno invece, udite udite, i mafiosi sono  Errante e la sua Giunta perché su un articolo del Corriere della Sera, dove viene dettagliatamente illustrata la sparatoria si legge oltre alla dichiarazione del Sindaco che chiede l’intervento dell’Esercito anche nella nostra città, il Cantore del Corriere conclude che: 

“Errante per la cronaca, è quello che a Ottobre aveva concesso il patrocinio comunale al festival sullo Stocco che aveva tra gli organizzatori Vincenzo Musitano…” 

Caro cantore “A. Ga” del Corriere della Sera, mi spiegherà cosa centra lo Stocco con una resa dei conti tra spacciatori extracomunitari irregolari che in passato qualcuno ha permesso il proliferare nella nostra zona…e poi la invito a correggere la notizia sul nome dell’organizzatore…per la pura e semplice verità d’informazione che non deve essere falsata da nessuno, neanche da lei.

Ma non è tutto, un incidente stradale avvenuto in località trezzanese viene iscritta al comune di Corsico, forse si voleva denunciare il mancato rifacimento del manto stradale da addebitare a quei “cialtroni” che amministrano la Città di Corsico; vorrei essere propenso a credere che il/la cantore del Giorno abbia solo problemi di lettura dei confini tra i comuni dell’hinterland milanese. 

Ed infine cercando di infierire sull’amministrazione di centro destra il/la nostro/a cantore del Giorno, trova su imbeccata e, scoprendo l’acqua calda, una discarica a cielo aperto, non sto qui a perdere parole sul come e perché esistono queste discariche, ma invito “il/la cantore” a non fidarsi delle imbeccate, ma inizi a girare per la città con una macchina fotografica ad immortalare chi compie questi gesti, così almeno, senza scrivere sotto dettatura potrà fare un reportage da vero/a giornalista sui paesi del sud-ovest, da Corsico a Cesano B. da Buccinasco a Trezza S/N con una puntatina nella vicina Milano; avrà così la possibilità di essere reale nei suoi scritti….

Stia sereno Il/la nostro cantore corsichese, Corsico ha già preso conoscenza della sua visione…cittadina…Corsico  ne è immune…images

CORSICO: IL GIUDIZIO DEL TAR…LE PAROLE PACATE DEL SINDACO…E L’ASTIO DI CHI…

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A SINISTRA FA ANCORA CAMPAGNA ELETTORALE…ieri chi non era allineato ad un determinato “pensiero” veniva definito “accozzaglia”…oggi, superata quella data del 4 Dicembre, viene superato anche il lessico, si trova di meglio o di peggio a seconda dei punti di vista, in quel di Corsico  chi non segue il dogma radical-chic e pensa solo al futuro della Città, viene appellato col titolo di “CIALTRONE”; indirizzato non solo ai rappresentanti delle Istituzioni locali, ma rivolto a tutti quei cittadini che si rispecchiano ed approvano il lavoro svolto dalla stessa Istituzione, il Comune . Il tutto perché il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) ha respinto la domanda di sospensione cautelare di una delibera comunale nei confronti di chi è moroso nel pagamento della refezione scolastica; ricorso respinto in quanto lo stesso, non è stato promosso dalle eventuali famiglie morose, ma da altri soggetti con l’aggiunta del coordinamento genitori democratici  il che la dice lunga, e mi sembra una sentenza giusta che invita ognuno alle proprie responsabilità anche difronte ai propri figli.  Purtroppo è risaputo che dal Nord al Sud del nostro Paese, la morosità su questo tipo di retta a domanda individuale, va di moda.  Se il Comune di Corsico, è al centro delle polemiche di questo periodo, per aver usato le maniere forti, a detta del pensiero radical chic, per assicurarsi il rientro dei crediti, vi sono migliaia di altri comuni che da anni, con minimo successo e spesso inutilmente, tentano in tutti i modi di ottenere da molte famiglie il pagamento dovuto per i pasti consumati dal proprio figlio.  Purtroppo la morosità non è solo figlia della crisi economica e non appartiene soltanto alle famiglie meno abbienti. Anzi. Da molti anni sopratutto nei grandi centri urbani e nelle città è un comportamento con il quale le amministrazioni comunali e le scuole hanno dovuto convivere, ora da Brescia a Crotone, da Vigevano a Siracusa (vedere dati ANCI) è diventato insostenibile per qualsiasi amministrazione.  Si tratta di un malcostume dilagante che interessa il 10/15% delle famiglie.  Quello che pagano (o dovrebbero pagare) le famiglie è quasi sempre un contributo per la mensa da versare ai soggetti che gestiscono la stessa.  Si tratta spesso di un contributo che non copre interamente i costi e che viene quasi sempre rapportato al reddito.  Nonostante ciò, molte famiglie corsichesi, anche con fasce di reddito alte, non pagano e sono sorde alle sollecitazioni e agli inviti. Ci sono, è vero, famiglie in difficoltà, ma sono la minima parte della morosità. Le altre famiglie – e sono ancora tante – ci “marciano” furbescamente e si nascondono ben sapendo che scuole e comuni non vorranno privare i bambini del pasto e nemmeno esporli alla vergogna.  Questo per me si chiama ricatto in piena regola, nei confronti di chi paga e dell’Istituzione.  E i cittadini di Corsico, questo lo hanno compreso, anche se ieri non sapevano i congiuntivi l’italiano lo sanno ancora leggere bene…ognuno quindi si assuma le sue responsabilità; politiche, familiari e di cittadino della Città di Corsico… 

 

DA ALFANO A MINNITI…PER LE COOP PROSEGUONO GLI AFFARI…

 

 ANZI RADDOPPIANO…e non solo i profughi; tutti a far spesa alla Coop. Così usano fare alcune cooperative; al posto del denaro contante per gli acquisti alimentari, mettono in mano a ciascun profugo, ogni mese, un plico di buoni spesa targati Coop del valore di 100 euro, con i quali riempire i frigoriferi degli alloggi in cui sono ospitati.

Si tratta di una parte dei fondi ministeriali che lo stato elargisce per mantenere i profughi di generi alimentari.

In realtà però i profughi, invece di utilizzare i coupon, preferiscono rivenderli per mettersi in tasca un po’ di contante da spendere a piacimento e di solito li vendono ai negozianti etnici ovviamente sotto costo, negozianti che poi li usano  per rifornire i propri scaffali con ampio margine di guadagno, senza subire alcun controllo da parte di chi dovrebbe.

Ed è bene non dimenticare che sono sempre soldi nostri, che, oltre ad alimentare un mercato illecito, finiscono sempre e solo nelle casse della grande distribuzione Coop, visto che nessun’altra catena alimentare è coinvolta nel business.

Intanto i nostri governanti ci impongono il ricatto morale dell’immigrazione con la benedizione Vaticana sull’accoglienza a tutti i costi, senza se, senza ma, mentre loro ci guadagnano dicendoci: “la Coop sei tu”,  invece sono soprattutto loro, cioè quelli del giro “arraffone” che in questo modo hanno trovato la strada per fare tutto in famiglia e di guadagnarci più di una volta.

Prima incassano i soldi dallo Stato per l’accoglienza di chi arriva clandestinamente, sistemandoli qua e là dove capita senza criterio. Poi incassano imagesimages-1coop-no-grazie1una seconda volta con i loro buoni spesa, un bel giro illegale ma legalizzato da chi ci governa, da Alfano a Minniti, tutto cambia per non cambiare nulla, un bell’affare davvero, in cui guadagnano in tanti.

I soli che perdono sono ovviamente gli italiani non certo i clandestini, che anche per il neo ministro Minniti sono una risorsa per la nostra Nazione.

Ma stia sereno anche lei signor ministro, il popolo italiano vi farà pagare anche questo…appena gli ridarete il diritto di VOTO…

ADESSO SERVE UN POPULISMO CON TEMI CENTRALI…

Il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini con la candidata sindaco di Roma e presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, durante l'apertura della campagna elettorale per le elezioni Capitoline, Roma, 21 aprile 2016.  ANSA/CLAUDIO PERI
 

QUALI UNIONE EUROPEA…OCCUPAZIONE…IMMIGRAZIONE…dopo la vittoria del “NO” al Referendum del 4 Dicembre scorso ma soprattutto, dopo lo schiaffo ai 20 milioni di italiani da parte dell’accozzaglia renziana/piddina, la destra italiana non deve perdere tempo ne fare sfumare l’occasione di dare ulteriore voce al popolo. Fratelli d’Italia e Lega Nord, sembrano avere le idee chiare in proposito, un po’ meno Forza Italia ed il loro capo. Certo, è bene che ci si congratuli per il trionfo al referendum e la bastonata rifilata al bullo toscano. Ma ora viene il difficile. Domenica 4, dalle urne sono stati recapitati alcuni messaggi; gli italiani si sono stancati del pinocchio di Pontassieve e delle sue bugie; l’insofferenza del Paese nei confronti dell’Unione Europea e delle politiche economiche che hanno danneggiato solo l’Italia è in crescita notevole; l’astio nei confronti di quei furbetti che hanno gestito l’immigrazione calpestando i diritti degli italiani. Al contrario degli americani, come qualcuno ha scritto, gli elettori non hanno, al referendum, votato “con la pancia”, ma con “la testa e la ragione”.  Sono arrabbiati  proprio perché ragionano. Hanno capito che quelli del “NO” non erano un’accozzaglia; ma un pensiero che univa movimenti diversi i quali dimostrando maturità si sono uniti e compattati. Ma adesso Fratelli d’Italia, Lega Nord (e chiunque voglia aggiungersi) devono avere un visione di lungo periodo che la Destra deve sviscerare fuori al più presto. Uno dei problemi è il rapporto con l’Europa, un’altro è l’occupazione nel nostro Paese,  e l’immigrazione clandestina ricreando fiducia nel futuro per gli italiani. Fratelli d’Italia e Lega Nord devono allo stesso tempo, preservare la propria unicità; devono far capire agli elettori di essere affidabili, credibili e pronti a governare il Paese con un programma lungimirante. Alla Meloni e a Salvini è richiesta una dimostrazione di umiltà e di maturità; le prime ore dopo il voto referendario e dopo la formazione del governo Gentiloni, lasciano una sensazione molto positiva nei due leader, essi appaiono decisi e motivati nonché seri, il che tra i politici italiani è l’anomalia. Quindi per farsi che il fronte del “NO” abbia un avvenire, a Destra , bisogna costruire un populismo per la gente dal volto sociale che sappia canalizzare la rabbia in una proposta politica di governo credibile…era uno dei  temi della Destra durante la mia militanza “dalla protesta alla proposta”…ecco questo è il momento, si può e si deve fare…per non consegnare l’Italia all’accozzaglia politica di “sinistra memoria…!

IL GOVERNO SI “RIFORMA”…NEANCHE PER IDEA…

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I PRETORIANI DI RENZI MARCANO A UOMO…LA SUA FOTOCOPIA… Matteo Renzi va a casa, per comandare; la Boschi resta in poltrona per eseguire gli ordini. Un governo quello di Gentiloni su ordinazione, varato ieri in tempi da record, ma il motivo c’è: un governo che è il sosia di quello precedente; il primo guidato da Renzi, il secondo teleguidato da Matteo, nulla si cambia, il rottamatore/pinocchio di Pontassieve ha preso in ostaggio l’Italia. Anche le poche novità non devono ingannare: sono tutte all’insegna della renzimania strisciante e conclamata. Vista la squadra dei ministri dunque è davvero nato un Renzi bis dove la Boschi ha formalizzato il suo ruolo di sostanziale numero due dell’esecutivo. L’impronta del Mattarella si è vista solo su un mandato programmatico un pizzico più largo di quello che avrebbe voluto Renzi. Il segno invece del nuovo capo di governo ovviamente non c’è, il suo è solo un ruolo sostanziale e lo si comprende da come verrà marcato senza possibilità di difendersi dal Giglio magico. Renzi è caduto da cavallo, ma è ancora in sella; è rimbalzato come un giocattolo a molla in una sorprendente  evoluzione da circo, organizzava il rimpasto con gli stessi ingredienti di prima accontentando anche D’Alema con Minniti al Viminale, ma il resto è cosa sua. Renzi bis senza Renzi. Altro che svolta. Negozia la presenza delle due vestali Boschi e Madia, dà il via libera al defenestramento di Verdini, ed infine alza la voce per blindare il suo uomo Luca Lotti prossimo capo dei servizi segreti. Tutto ciò mentre il Paese affonda “tenuto in ostaggio” dall’ambizione di un uomo che l’ha solo ingannato. Intanto c’è un’Europa che da noi pretende una manovra da 20 miliardi di euro; ha scoperto che i numeri non tornano e ci presenta il conto. Servirà una stangata, tuttavia questa non se la intesterà Renzi, la lascerà a Gentiloni; preparandosi a dire: “vedete, lo avevo detto, senza di me le cose vanno peggio”. Lui è così, una faccia di bronzo, la sua unica qualità. Intanto 20 milioni di Italiani sono stati presi a schiaffi “dall’accozzaglia” Renzi – PD…

 

REFERENDUM: IL “NO” TRIONFA CON UN DISTACCO STRATOSFERICO…

 

Il presidente della Repubblica Sergio Matterella con il premier Matteo Renzi a piazza Venezia, Roma 3 febbraio 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 …IL PERCHE’ DELLA STRATEGIA DELLE “MANCETTE” HA FALLITO…”Mi assumo la responsabilità “della sconfitta”. Gli italiani hanno scelto di cambiare. Dal punto di vista politico, ha perso una riforma della Costituzione poco chiara e poco convincente per gli italiani. Dal punto di vista economico ha perso un Governo che ha messo nella campagna elettorale prima di tutto, i bonus e le mancette di ogni genere prima delle vere esigenze del Paese.

Per evitare i problemi con soci e obbligazionisti il Governo ha continuato a nascondere la polvere delle banche sotto il tappeto. Dopo il decreto “salvabanche” del 22 Novembre 2015, la voragine delle quattro banche salvate ha continuato ad allargarsi e l’epidemia ha colpito tutto il sistema bancario. Ma prendere di petto la situazione, avrebbe significato coinvolgere soci e obbligazionisti e questo non avrebbe fatto bene al Governo.

I circa mille giorni di Governo Renzi, al contrario di quanto da lui affermato nell’annunciare le sue dimissioni; sono stati costellati da piccole e grandi mancette: dal bonus di 80 euro, all’abolizione della TASI per tutti, agli sgravi fiscali per le assunzioni, il tutto senza però fare tagli alle spese dove si poteva. Spese ingenti queste delle mancette che però non hanno portato all’effetto sperato: far ripartire la produttività e l’occupazione. Perché per farlo, lo si dice da tempo, servono ricette economiche chiare, progetti e riforme strutturali. 

Ma ieri, dopo quasi tre anni alla guida del Governo, Renzi di promesse ne ha fatte e non rispettate tante e il fattore della “svolta” e della “rottamazione” si sono esauriti presto, diventando “anche lui come gli altri”. 

E così le mancette e gli annunci fatti, mentre saliva il sentore che il “NO” si facesse sempre più forte, non sono bastate a convincere, un’altra volta, gli italiani. Ha puntato tutto sugli anziani, trattando i giovani come se fossero una battaglia persa in partenza per la difficoltà di tenere i cervelli in fuga in Italia, di dare loro un lavoro stabile, la possibilità di comprare casa, farsi una famiglia e avere una prospettiva dignitosa per il futuro.

Detto questo, la partita è persa. E la sconfitta brucia. Moltissimo. Renzi e il PD non se l’aspettavano. Lui accusa la sconfitta anche umanamente. Il risultato del voto non è stato ancora sottoposto ai raggi X e non chiaro quali fasce d’età abbiano votato per il “NO” alla riforma, ma credo di non sbagliare di molto ipotizzando che siano stati soprattutto i giovani ad affossare il Governo Renzi e, non penso di fare torto alla realtà. Dopo anni di crisi, la situazione dei giovani è drammatica, le opportunità son ridotte al lumicino, le speranze stroncate dalla disoccupazione e dal costante senso di precarietà…Forse anche da questo voto, può iniziare il riscatto di una Nazione!